
Già pulirsi il sedere la mattina era un po' un problema, figuriamoci tutto il resto. Questa era la situazione amara in cui versava l'Umanità a quell'epoca. Non so bene che epoca fosse, ma fu proprio allora che qualcuno si accorse che la collaborazione dava maggiori benefici che l'egoismo.
Da quel momento è partita la ricerca continua del compromesso ideale, del punto d'intersezione perfetto tra l'anima-coscienza del singolo e la coscienza collettiva.
Questa ricerca è proseguita proseguirà sino all'ultimo secondo di vita dell'ultimo essere umano esistente (pare si tratterà di un terribile esemplare di suocera).
Un buon risultato della ricerca è il Cristianesimo. L'Antico Testamento è favoloso, ma non dovevano chiamarlo con un termine che sa di tasse di successione.
Perché è proprio un patto, un compromesso tra l'uomo, l'umanità e quel "qualcosa di più" chiamato Dio.
Poi c'è stato il Nuovo Testamento. Ma già presentava qualche lacuna. Ci sono troppi dubbi, troppi lati oscuri. E' stato versato del sangue, c'è stato uno strano concepimento, c'è stato un tradimento è un suicidio, le uniche cose positive sono state fatte tramite i miracoli, ma l'uomo non è attrezzato per farne. Poi è tutto così drammatico ed esagerato, manca della quotidianità di cui gli uomini hanno bisogno: essere gratificati in quello che si fa, veder crescere i figli, guardare negli occhi il proprio amore, coricarsi la notte a letto stanchi e soddisfatti, alzarsi la mattina ansiosi di poter di fare qualcosa di buono. Ma il problema rimane: esiste la necessità ogni tanto di dover rinsaldare questo antico patto. Gesù è stato uno dei figli di questa necessità, non certo il migliore.
Perché in quel caso Dio e l'Uomo e l'Umanità non hanno bevuto assieme lo stesso vino, seduti allo stesso tavolo, da pari a pari, per costruire assieme qualcosa di valido e soddisfacente: il risultato del "testamento" è stato il sacrificio gratuito e terribile di una vita umana. Dio è rimasto sempre un gradino sopra gli uomini.
Per le nostre menti plasmate dal fuoco Cattolico e martellate dalla TV, è venuto il momento di superare quell'atteggiamento "egocentrico" che c'ha reso un po' statici. Dobbiamo passare ad un atteggiamento più dinamico, magari pensando al socratico "so di non sapere" oppure ad un kennediano "non chiedete cosa la nazione può fare per voi....ecc. ecc." Il primo passo è individuare qualcosa che possiamo fare per migliorare la situazione e farlo, senza badare a eventuali ritorni economici o di prestigio sociale. Niente di eccezionale magari, ma qualcosa che sentiamo nostro e unico.
Basta solo spalare la neve nel vialetto condominiale o suonare il campanello di qualcuno per chiedergli: "ma tu spiegami chi sei e cosa possiamo fare per migliorare la situazione", senza avere la pretesa di vendergli qualcosa.
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