mercoledì 9 dicembre 2009

Woma Jazz 2009


Viva il Woma Jazz! E ogni altra manifestazione che ci scolla via dal televisore! Lo so. Il primo dei tre appuntamenti è stato soporifero. Forse il jazz delle "18 strings", classicheggiante di avanguardie già spremute, con un bicchiere molto alcolico in mano, seduti al bancone di un chiassoso locale della Lousiana, qualche apprezzamento in più lo avrebbe potuto tirar fuori. Solo uno sciame di armonie folk, liberatosi dal violino elettrico di Mazz Swift ha dato un unico, breve, piacevole brivido al pubblico.

mercoledì 2 dicembre 2009

5° Capitolo: rescue Gian Domenico


Gian Domenico Romagnosi e Lorenzo Berzieri sono le due figure del patrimonio storico di Salsomaggiore. Il Berzieri siamo riusciti a recuperarlo. Il Romagnosi no. Riposa nel cimitero di Carate Brianza accanto al suo amico e mecenate Luigi Azimonti. Ora io mi chiedo se stia bene lì. Magari preferisce tornare a Salsomaggiore Terme. Personalmente mi sentirei di accettare una Milano, una Piacenza, una Parma, ... ma un Carate Brianza suvvia, mi sembra eccessivo. Sicuramente il Romagnosi ha avuto una qualche nostalgia per Piacenza, luogo dove ha trascorso in parte la sua adolescenza. Altrettanto certa fu la poca nostalgia per Salsomaggiore che, come abbiamo visto, all'epoca era ben rozza e puzzolente e di tanto genio proprio non avrebbe saputo cosa farne. R. infatti morì nel giugno del 1835 ovvero poche settimane prima della laurea in medicina di Lorenzo Berzieri, il quale svelò le proprietà terapeutiche delle nostre acque solo quattro anni più tardi.

Tuttavia non si può paragonare la pur decaduta Salso con l'insignificante Carate, la cui massima espressione artistica è la casola. Perché Gian Domenico non è più tornato, dopo il 1806, nel Granducato di Parma e Piacenza? Perchè gli austriaci, conoscendo le sue idee politiche filo-napoleoniche, in pratica lo tennero prigioniero in quel di Milano, negandogli il passaporto che gli avrebbe consentito di lasciare il territorio lombardo-veneto dominato appunto dall'Ostrogozia (così R. chiamava sarcasticamente l'Austria nelle sue lettere private).

Io direi di andarLo a recuperare.

lunedì 30 novembre 2009

4° capitolo: nec-otium

La crisi di Salso sta mietendo più vittime tra le attività commerciali
del centro che la processionaria tra le conifere dei millepini.
Una "vasca" in stile città fantasma non è un granchè come biglietto da visita turistico. E' anche vero che il negoziante da parte sua dovrebbe anche fare un po' il simpatico con i clienti. Invece molto spesso i commercianti salsesi accolgono il cliente come si accoglie uno scocciatore reo di aver interrotto la loro attività di gossippaggio al minuto e all'ingrosso con il vicino di vetrina o con l'amico. La parola negozio nel suo significato originale voleva proprio dire non-ozio;
invece ho l'impressione che se il comune estendesse la sosta a pagamento anche per i culi dei commercianti parcheggiati col bel tempo sui marciapiedi di viale romagnosi, probabilmente risanerebbe in breve tempo il bilancio delle terme. Diciamo anche che molti degli storici negozi sono sopravvissuti perchè han tenuto conto dell'USURA nel tempo e si son dati da fare in tal senso più degli altri.

domenica 29 novembre 2009

3° Capitolo: ovvero perchè questo blog è geneticamente salsese

Era più o meno il 1850 e Salso veniva descritta dai primi turisti come la più uggiosa e malinconica località degli Stati Parmensi. Un puzzo nauseabondo di petrolio appestava le vie fangose e letamose. La fabbrica del sale era un ammasso di costruzioni diseguali dalle quali fuoriuscivano rivoli e spruzzi di acqua salata ed untuosa. L'aspetto delle abitazioni, corrose dai sali, non miglioravano certo la faccenda. L'unità di Italia non era ancora una realtà (ma neanche adesso però) e l'analfabetismo era una grave piaga sociale. In particolar modo a Salsomaggiore. Dei duemila cittadini tra i 7 ed i 18 anni, solo 42 frequentavano regolarmente una scuola. I miei antenati eran descritti come una popolazione pacifica, sebbene rozza, ignorante e poco incline all'iniziativa. Anzi per colui che con piglio industriale cercava di migliorare la situazione, veniva accolto come un rompicoglioni. Lorenzo Berzieri, Conte Alessandro D'Adhèmar, Marchese Dalla Rosa, tutti personaggi a cui Salso deve molto ma che per un motivo o per l'altro non riuscirono a vedere completati i loro progetti. In tutto ciò c'erà lo zampino del potere temporale e soprattutto ecclesiastico? Dare la colpa alla Chiesa allora è un pò come dare la colpa a Berlusconi oggi (guarda caso accomunati da

Tutto ciò per dire che questo blog potrà risultare a tratti eccessivamente critico, reazionario ed ostile verso certi cambiamenti ma solo perchè è Salsese dentro.

venerdì 27 novembre 2009

Gli urbanisti sono daltonici? Secondo me sì



Una delle più subdole puttanate ( o escortate che dir si voglia) di gran moda tra gli urbanisti è il concetto di "area verde". , Durante la pubblica presentazione di un progetto, l'urbanista raggiunge l'apice dell'estasi quando pronuncia la fatidica frase:" ....naturalmente è prevista la realizzazione di un'ampia area verde....". Come se piazzare 20 mq di erbetta giallognola e 4 pianticelle tisiche in mezzo a tonnellate e tonnellate di ferro, asfalto e cemento contribuisse in modo definitivo alla sopravvivenza dei pigmei in amazzonia. Se le cose funzionassero a dovere, in verità il relatore dovrebbe presentarsi come un penitente, vestito di cenci e in lacrime: "Signori! Purtroppo sto per illustrarvi il progetto dell'ennesima "area grigia". Abbiate pietà di me."
E giu' sputi e calci e schiaffi e insulti dal pubblico, tipo:"palazzinaro di merda!"
L'ultimo trend in fatto di architettura si chiama ARCHIBORESCENZA, ovvero costruire le case attorno agli alberi e tra gli alberi e NON in sostituzione di. Comparando i disegni archiborescenti con una foto nostrana della bravissima Azzali, possiamo dire di esser stati piuttosto all'avanguardia. Un tempo però. Mica oggi.

giovedì 26 novembre 2009

La vendetta borghigiana


Un ammasso di case scompagnate attraversato alla rinfusa da strade trafficate e dalle direzioni incerte. Persino il duomo è la brutta copia romanica di un qualcosa di romanico. Sto parlando di Fidenza, naturalmente. E l'invidia per i cugini salsesi ha serpeggiato per decenni. Quelli di Salso avevano tutto: il liberty, il berzieri, le terme, il poggio diana, la fontana luminosa, le aiuole, i fiori ed infine....... i turisti. Immaginate lo strazio di un borghigiano nel vedere belle macchine e belle donne transitare veloci, ansiose di posare ruote e tacchi sui viali della ville d'eau. Di fidenza neanche la polvere prendevano su. Quello stesso borghiano adesso gusta soddifatto il pieno sapore della vendetta. Non tra un secolo, non tra un mese, non domani: adesso. Come ha detto un comico in tv:" Se vinco al superenalotto, mi presento in ufficio in canottiera (sporca) e al capo domando:"Quanto costa qui la baracca? No perchè vorrei farci un cagatoio". Così han fatto i fidentini. A bordo di una orrenda fiatmultipla color dissenteria, la' dove una volta passavano solo Rolls e supersportive, con il potere ed i soldini loro conferitogli, i fidentini si son presentati davanti al simbolo di Salso e dell'odiato Liberty dichiarando: " Qui immezzo ci facciamo un bel cagatoio". Detto - fatto. Povera salamandra.