
Gian Domenico Romagnosi e Lorenzo Berzieri sono le due figure del patrimonio storico di Salsomaggiore. Il Berzieri siamo riusciti a recuperarlo. Il Romagnosi no. Riposa nel cimitero di Carate Brianza accanto al suo amico e mecenate Luigi Azimonti. Ora io mi chiedo se stia bene lì. Magari preferisce tornare a Salsomaggiore Terme. Personalmente mi sentirei di accettare una Milano, una Piacenza, una Parma, ... ma un Carate Brianza suvvia, mi sembra eccessivo. Sicuramente il Romagnosi ha avuto una qualche nostalgia per Piacenza, luogo dove ha trascorso in parte la sua adolescenza. Altrettanto certa fu la poca nostalgia per Salsomaggiore che, come abbiamo visto, all'epoca era ben rozza e puzzolente e di tanto genio proprio non avrebbe saputo cosa farne. R. infatti morì nel giugno del 1835 ovvero poche settimane prima della laurea in medicina di Lorenzo Berzieri, il quale svelò le proprietà terapeutiche delle nostre acque solo quattro anni più tardi.
Tuttavia non si può paragonare la pur decaduta Salso con l'insignificante Carate, la cui massima espressione artistica è la casola. Perché Gian Domenico non è più tornato, dopo il 1806, nel Granducato di Parma e Piacenza? Perchè gli austriaci, conoscendo le sue idee politiche filo-napoleoniche, in pratica lo tennero prigioniero in quel di Milano, negandogli il passaporto che gli avrebbe consentito di lasciare il territorio lombardo-veneto dominato appunto dall'Ostrogozia (così R. chiamava sarcasticamente l'Austria nelle sue lettere private).
Io direi di andarLo a recuperare.